giovedì 6 novembre 2014

Louder than words - recensione



Amo i PINK FLOYD. Nel blog ne ho già scritto, da come li ho conosciuti, alla riunione tra Gilmour e Waters, al live di The Wall (a cui ho avuto modo di assistere lo scorso anno allo stadio Olimpico - magnifico spettacolo) e molti altri post...


Tra 5 giorni Domani (in Italia) uscirà un nuovo (probabilmente ultimo) album: The Endless River.

Si sa già che si tratta di un album realizzato con materiale "avanzato" dalla produzione dell'ultimo album del 1993 The Division Bell, e quindi con ancora presenti le tastiere di Rick Wright scomparso nel 2008. Tutti brani sono strumentali, tranne l'ultimo LOUDER THAN WORDS, il cui testo è stato scritto da Polly Samson (moglie di Gilmour). E un assaggio di questa canzone è stato distribuito alle radio un mese fa, in edizione tagliata di un paio di minuti, mentre la versione "long" dura qualcosa di più di 6 minuti ed è arricchita da una splendida intro di Rick al piano. Io oltre ad aver ascoltato per radio il pezzo (su radiorock è in rotazione...) ho avuto modo di accedere al brano originale (quello non tagliato per le radio, per intenderci), e l'ho ascoltato per qualcosa di più di un centinaio di volte. Dico subito che il mio giudizio è positivo. E' una gran bella canzone, d'altronde Gilmour non farebbe uscire del materiale a nome Pink Floyd se non ritenesse che si tratta di materiale degno, chè David non sarà un maniaco perfezionista come Roger (che tra l'altro sono vent'anni che dice che sta lavorando ad un album solista) però è sicuramente un musicista di altissimo livello e non avrebbe pubblicato un album che è anche un omaggio alla memoria di Rick se non lo ritenesse all'altezza della discografia del gruppo. 
Certo ci sarà chi dirà "è un disco di Gilmour non dei Pink Floyd". E' dal divorzio degli anni '80 che gli amanti della musica del gruppo si dividono in dispute tra Watersiani e Gilmouriani (più qualche Barrettiano, non mi risultano invece che ci siano Wrightiani o Masoniani). In realtà riguardando la produzione floydiana dal 1967 (anno di uscita di The piper at the gates of dawn) al 10 novembre 2014 (The endless river) è possibile individuare 4 fasi diverse. La prima riguarda l'esordio, in cui la musica e le tematiche si devono principalmente a Syd Barrett (e va dal primo album al secondo, anche se già nel secondo album - A saucerful of secrets - Barrett oltre che fuori di testa era praticamente anche fuori dal gruppo). Una seconda fase che arriva fino a Wish you were here (1975) in cui tutti i membri della band danno (più o meno) il loro contributo e sono forse gli album più "FLOYD". In questa fase però l'ego di Waters inizia a diventare predominante nella band, non fosse altro perchè scrive quasi tutti i testi e da lui vengono le idee che maggiormente hanno caratterizzato il marchio PINK FLOYD (a cominciare dalle proiezioni su schermo circolare nei live, fino alla ricerca dei "concept" per i loro album). In ogni caso, pur con una certa predominanza di Waters, in quegli anni la band lavorava effettivamente come un gruppo. A partire dal 1977 (Animals) Waters inizia a prendere completamente il sopravvento sugli altri; la produzione che arriva a The final cut (1983 - quello che nella mente del bassista doveva essere l'ultimo album della band) passando per The Wall (1979) è completamente opera sua, con il resto della band ormai ai margini (Waters cacciò letteralmente Wright durante la fase di produzione di The Wall, salvo richiamarlo come session man per il tour).
Dopo il 1983 sembrava che la band fosse definitivamente finita. Waters e Gilmour lavoravano ai loro progetti solisti; nel 1984 David pubblica About a Face e Roger The pros and cons of hitch hicking. 
Ma Gilmour non accetta che i Floyd siano finiti come vorrebbe Waters (che tenta, fallendo, di fermare gli altri tre che vogliono usare il nome Pink Floyd senza di lui) e insieme al batterista Mason e richiamando alle tastiere Wright decidono nel 1987 di pubblicare A momentary lapse of reason e nel 1993 The division bell; ed ora dopo oltre venti anni quello che dovrebbe essere il capitolo finale The endless river.
Gli ultimi album mantegono il "sound" floyd, e sono maggiormente centrati sulla musica piuttosto che sui testi, le canzoni perdono gran parte della verbosità di Waters, non hanno un concetto unico da sviluppare lungo i diversi brani e forse in questo perdono anche in autenticità; la musica, le armonie, le melodie, i suoni  però tornano ad avere un ruolo più importante e viene dato maggiore spazio agli assoli di Gilmour ed ai tappeti sonori delle tastiere di Wright. 
Insomma, si può preferire un album ad un altro o un periodo ad un altro, per vari motivi; ma i diversi dischi che si sono succeduti dal 1967 a oggi passando nelle diverse fasi della band sono a loro modo tutti "pinkfloydiani". Certo, personalmente, ritengo che le cose migliori siano uscite dalla piena collaborazione (che avolte finiva anche nello scazzo) delle diverse anime del gruppo (Dark side of the moon ne è un esempio). Anche nel capolavoro di Waters "The Wall" probabilmente il punto più alto è raggiunto in Comfortably Numb che è uno dei due unici pezzi dell'album nati dalla collaborazione tra Gilmour e Waters (gli altri pezzi e tutto il concept sono opera solo di quest'ultimo).

Fatta questa doverosa precisazione con cui ho sistemato i fanatici (sia del bassista che del chitarrista), torniamo a Louder than words.
La canzone inizia con un arpeggio di chitarra che fa da sfondo al piano di Wright (peccato che nella versione radio edit non si possa apprezzare per intero). Al primo ascolto la chitarra mi ha ricordato qualcosa di già sentito dei Pink. All'inizio ho pensato a qualcosa da The Wall, tipo Goodbye Blue Sky, ma poi sentendola più volte mi sono ricordato di aver sentito lo stesso arpeggio (o comunque molto, molto simile) in Each Small Candle, una canzone di Roger Waters del 2000. E non credo che sia neanche un caso, visto che la canzone (e forse l'intero album) a mio avviso ha dei riferimenti anche all'ex bassista e genio creativo del gruppo (come ama definirsi lo stesso Roger). "Ci lamentiamo e combattiamo, insultandoci appena ci vediamo, ma questo facciamo...", non si parla di Roger qui? E in fondo il titolo Più forte delle parole e il disco stesso quasi totalmente strumentale è un riferimento al fatto che i Pink Floyd della quarta fase si focalizzano sulla musica più che sui testi, sull'atmosfera, sul mood. Il pezzo è ben costruito in perfetto stile Floyd: l'intro tipo Sheep dove al posto dell'organo c'è il piano, la parte centrale del pezzo con il cantato che si divide tra la strofa con un'alternanza di accordi di RE e LA- e il ritornello (SI, LA DO#m) e assolo finale alla Gilmour. Anche se si tratta di materiale "avanzato" è davvero di alto livello (d'altronde in passato con due canzoni avanzate dalla produzione di WYWH i Floyd realizzarono Animals). L'assolo (che in alcune parti mi ricorda l'assolo di Dogs) è molto piacevole e emozionante, anche se da l'impressione forse di mancare di qualcosa, sembra quasi che debba esplodere da un momento all'altro, ma poi non parte mai (tra l'altro nella versione radio edit è più corto della versione album).
In definitiva, pur non avendo la quieta disperazione di Waters o la geniale stravaganza di Barrett,  Louder than words è una bella ballata dolcemente malinconica, degna di rimanere nella storia del gruppo. Ora aspettiamo domani per apprezzare per intero l'ultimo album dei PINK FLOYD con le restanti tracce strumentali. So già che mi chiuderò in stanza al buio e mi immergerò nel nuovo floydiano, onirico, interstellare, viaggio lungo il fiume infinito.



P.S.: nel 2015 dovrebbe uscire l'album solista di Gilmour, e forse anche quello di Waters. Chissà che non mi capiterà di andarli a sentire dal vivo a Londra il prossimo anno...



We bitch and we fight

Diss each other on sight

But this thing we do

These times again

Rain or shine, stormy weather

This thing we do

With world weary grace

We’ve taken our places

We could curse it or nurse it and give it a name



It’s louder than words

This thing that we do

Louder than words

The way it unfurls

It’s louder than words

The sum of our parts

The beat of our hearts

Is louder than words

Louder than words



The strings bend and slide

As the hours glide by

An old pair of shoes, your favorite blues

gonna tap out the rhythm

Let’s go with the flow wherever it goes

We’re more than alive



It’s louder than words

This thing that we do

Louder than words

The way it unfurls

It’s louder than words

The sum of our parts

The beat of our hearts

Is louder than words

Louder than words



TRADUZIONE

PIU' FORTE DELLE PAROLE



Ci lamentiamo e combattiamo

insultandoci appena ci vediamo

Ma questo facciamo

Ancora una volta

Pioggia o sole o tempesta

Questo facciamo

Con la grazia stanca del mondo

Abbiamo preso i nostri posti

Potremmo maledirla o accudirla e dargli un nome



E' più forte delle parole

Questa cosa che facciamo

Più forte delle parole

Il modo in cui si dispiega

E' più forte delle parole

La somma delle nostre parti

Il battito dei nostri cuori

E' più forte delle parole

Più forte delle parole



Le corde si flettono e si allungano

Mentre le ore passano

Un vecchio paio di scarpe,

Il tuo blues preferito

batterà il ritmo

Seguiamo la corrente ovunque ci porti

Siamo più vivi che mai



E' più forte delle parole

Questa cosa che facciamo

Più forte delle parole

Il modo in cui si dispiega

E' più forte delle parole

La somma delle nostre parti

Il battito dei nostri cuori

È più forte delle parole

Più forte delle parole




A me piace ricordarli così...



giovedì 9 ottobre 2014

LOUDER THAN WORDS

senza parole...




UPDATE del 13 ottobre... Ok il primo link è andato a causa di problemi di copyright... proviamo a metterne un altro (non so quanto durerà...)

 https://soundcloud.com/gamil-sidhom/pink-floyd-louder-than-words



lunedì 29 settembre 2014

Changes...

Più o meno di questi tempi tre anni fa pubblicavo questo... 

E di nuovo a distanza di tre anni lo ripubblico...

domenica 21 settembre 2014

Parliamo di politica o di cialtronismo?

Dai, non si può più parlare di politica. Ormai siamo alla cialtronaggine al livello più elevato. Quindi in questo post non parlo di politica, bensì di cialtronaggine. In particolare mi soffermo sul comunicato del governo sui debiti della PA.


Si trova a questo LINK (almeno finchè non lo aggiustano). Attualmente il testo è assolutamente illeggibile. Chi ha redatto il testo lo ha pubblicato impaginandolo male (e quindi con ripetizioni) e questo potrebbe essere comprensibile e giustificabile con la fretta di voler dare una risposta a chi critica il governo per la promessa non mantenuta sul pagamento dei debiti della PA. Ma poi leggendo ci si accorge che è anche scritto male tecnicamente. Ad un tratto l'estensore si dimentica che sta parlando dei debiti della PA e scrive :

"Secondo punto: tutti i soggetti che hanno un debito verso la PA sono oggi ..."

DEBITO VERSO LA PA??? ma non stavamo parlando dei debiti della PA verso i privati?


Senza poi dimenticare il tentativo maldestro di giustificare il non pagamento dei debiti, dovuto al fatto che chi vanta i debiti (poverino) non si è ancora registrato sul sito. Verrebbe da chiedersi se anche io domani posso non pagare i miei debiti adducendo come motivo che i miei creditori si debbono registrare sul mio sito...

Insomma siamo al CIALTRONISMO, dove anche un comunicato supercazzola è fatto male.

Pubblico gli screenshot del sito del governo a futura memoria...





Aggiornamento delle 8,58: hanno corretto il comunicato, ma hanno lasciato la frase dove confondono debiti con crediti.

Libri che un appassionato di pesca e di pesci non può non aver letto

Continuo il giochino che ha iniziato Blogex

Pesca e pace
Spinning al termine della notte
Per chi suona il campanello (per la pesca notturna)
Se questo è un polpo
Sei sgombri in cerca di pescatore
Il signore degli anellidi
Il grande tonno
Il cimitero marino
Canne al vento
Il signore della pesca con le mosche
Il buio oltre le seppie
L'amo ai tempi del colera
Alla ricerca del galleggiante perduto
Bolentino e castigo
Le avventure delle alici nel paese delle meraviglie
Una città come Alice
La lenza di Zeno
Il fragolino abbocca sempre due volte
Se una notte d'inverno un pescatore
La traina alla fine del mondo
Se non ora, quando abbocca?
I sommersi e i pescati